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Prendendo il sentiero che domina le due spiagge della Chaia e Chiaiozza, dalla zona detta Panoramica fino a piazza dei Martiri, si passa davanti a sette chiese e numerosi palazzi signorili. Tra questi, un posto di riguardo spetta senza dubbio all’ex pensione Eldorado, oggi sede del Parco Letterario (via Vittorio Emanuele, 180). Luogo magico e suggestivo in cui gli scrittori Alberto Moravia ed Elsa Morante erano soliti recarsi durante gli anni del loro rifugio procidano dalla seconda guerra mondiale, e che offrì lo scenario a cui la Morante si ispirò per alcuni passaggi del suo capolavoro L’isola di Arturo.
Al civico 10 del moderno porto turistico, alla sinistra dell’approdo commerciale di Marina Grande, si trovava invece un tempo l’Albergo della Vittoria, che ospitò lo scrittore francese Alphonse de Lamartine nella prima metà dell’Ottocento. Colpito dalle belle terre del golfo di Napoli e, in particolare, dall’isola di Procida, di cui ammirava l’intensità dei luoghi e la semplicità della gente, Lamartine si innamorò di una dolce ragazza dagli occhi a mandorla, scuri e dalle lunghe trecce, a
cui dedicherà poi, nel 1852, il romanzo Graziella. Secondo la tradizione, la giovane Graziella viveva in via Raia, la strada che conduce alla punta di Pizzàco, in una casa dove ha poi abitato Cesare Brandi, scrittore e critico d’arte, fondatore del prestigioso Istituto italiano del restauro, che ha studiato profondamente e dedicato pagine intense alle tipiche architetture
procidane.
Tra gli ospiti illustri dell’isola si annoverano ancora filosofi, studiosi contemporanei e scrittori come Dacia Maraini, che conosce e ama Procida come tanti altri autori l’hanno conosciuta e amata in passato. |